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30 aprile 2008

Tempo di pacificazione?

Velocemente ... Ma Fini dove vive? Nella RSI del 1944 o nella Repubblica delle Banane del 2008?

Conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che la politica guarda con vigore e decisione al passato.

Infatti e' filtrata la notizia della prossima istituzione di una apposita Commissone Parlamentare bipartisan per rimarginare le ferite aperte dalla campagnia di Annibale in Italia.

Good luck!

Uberto Orlando, Londra


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permalink | inviato da ubertorlando il 30/4/2008 alle 13:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 aprile 2008

Viva o' papa-re!

Leggo dal Corriere di stamani che alla Camera ci sono state "tre fumate nere".   Illuminante associazione di idee freudiana.  Nel conclave regnano tradizionalmente conservatorismo autarchico e cooptazione, intrighi sottobanco e gerontocrazia, segretezza e giochi di potere.   Tutte qualita' che la massima assise democratica di Bananaland infatti riflette perfettamente.

Anche il corpo di ballo del Colle e' in fibrillazione per le prove dello show.  La nuova produzione si chiama "Consultations".   Chi dovra' poi consultare il Gran Maestro? I Presidenti emeriti per avere lumi dalla loro gloriosa esperienza passata?  I rappresentanti dei partiti eletti dal popolo?  Nell'attesa il coreografo "plaude al discorso di Schifani".   Menomale.

Questi plausi reciproci, queste moine istituzionali, queste consultazioni fasulle non potrebbero esserci risparmiate?   Non appartengono certo a quei formalismi che garantiscono la autenticita' della democrazia, bensisa' come a Bananopoli qualunque garanzia e' fatta solo per essere rispettata formalmente e aggirata nella sostanza.

Ricordo che Blair vinse le sue prime elezioni il 1 Maggio 1997.   Il 2 mattina mentre John Major riponeva in fretta e furia boxer e doppipetti nelle valigie, Tony andava guidando la sua macchina a Buckingham Palace, riceveva il mandato e si insediava al N.10. 
Punto.  
Il Regno Unito non ha una costituzione scritta, ma non sembra che nessuno ne senta il bisogno.  La democrazia e' gia' scritta nel DNA di questo popolo (beh, ora non prendetemi alla lettera, insomma, non e' tutto bello qui e tutto brutto a Bananaville).

Tutto e' gia' ovviamente deciso a Banana City.   Il popolo sovrano ha parlato e ci ha regalato cinque anni di B3.   Cosa abbia da consultarsi Napolitano dio solo lo sa.   Dovrebbero semmai consultarsi i gerontocrati piddieschi per capire come mai si sono beccati l'ennesima porta sbattuta sul muso.   Interrogarsi sul perche' il Paese non li vota.   Ma seriamente, non fare finta.   Non lo vedono, Veltroni & C che la nazione non e' stupida e che i trasformismi a velocita' ridotta non incantano piu'?   Ah, questo viziaccio della Sinistra di cercare di volere scontentare meno persone possibile!

Comicio' Moro (centrosinistra) colle convergenze parallele (un monstrum Euclideo), poi Berlinguer colla "terza via" (ossia: vogliamo anche noi la nostra fetta di torta) e il "compromesso storico", poi la "concertazione" ....e via cosi'.   Oggi leggo che esiste la "flexistability" (sic!).

Il fatto e' che la Sinistra si accontenta di governare localmente qua e la' e di dividere una fetta della torta del governo nazionale in termini di poteri occulti, tangenti e nomine.   Perche' affannarsi a cercare di proporre un nuovo modello per l'Italia, quando quello vecchio gia' ingrassa la vacca abbastanza?   Poi "chi lascia la via vecchia per la nuova eccetraeccetra..."   Potrebbe - Dioguardi - venire fuori una classe politica nuova, meno corrotta, con strane idee.

Meglio prudentemente attenersi al copione.   Applaudire al nuovo Papa-re' quando si affaccera' benedicente al balcone per la rituale urbi et orbi.

Intanto il paese e la societa' invecchiano e il gap si allarga .....
 
(The case continues)

Uberto Orlando, Londra




permalink | inviato da ubertorlando il 30/4/2008 alle 7:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 aprile 2008

It's the economy, stupid!

Recentemente ero a Chicago e durante il recupero del jet-lag mi sono sciroppato un po' di telly - trasmissioni politiche sulle elezioni USA e tormentone Hillary vs. Obama.

La vox populi vuole che gli americani siano superficiali (cosi' come che i francesi abbiano la puzza sotto il naso, gli inglesi si lavino poco - il che' e' peraltro vero - eccetra).   Ma mi sono ricreduto - beh parzialmente.   Almeno nel senso che i giornalisti americani non danno per scontato che gli elettori siano degli imbecilli come fanno invece i giornalisti tv di Banana Republic.

Si parla di cose vere, come i nostri soldi e l'uso che il candidato intenderebbe farne una volta diventato, se lo diventera', Presidente.   Non mi risulta che nei dibattiti nostrani i candidati parlino del "taxpayer's money" con il rispetto dovuto a chi si vede frugare nelle tasche per - ad esempio - "prestare" soldi all'Alitalia.

Anche qui in UK, si parla di taxpayer's money.   Quando qualcuno promette di fare un miracolo, c'e' sempre qualcun'altro, generalmente un giornalista, che gli ricorda che i soldi non sono suoi, ma appunto dei taxpayers.

Questo mi porta a parlare dei giornalisti TV bananesi.   Poverini.   Certo, essendo stati assunti esclusivamente per meriti politici, non possono dare dei dispiaceri al loro patron,  ma neppure troppo al suo avversario, casomai vincesse le elezioni.  La prudenza non e' mai troppa.   Non ho mai visto un telegiornalista bananiano grigliare un politico.   E pensare che persino quando si spingono a fare delle domande - caso veramente raro: normalmente si limitano a mettere il microfono davanti alla bocca dell'interessato che emette le sue "dichiarazioni" - in genere si accontentano di risposte che farebbero sorridere - o mandare in bestia - qualsiasi persona che non abbia ancora subito il by-pass integrale del cervello.

A Bananopoli anche la stampa di carta e di etere e' vecchia, non perde l'abitudine di voler compiacere i potenti (le "...autorita' civili e religiose ...").   Tutto e' antico e fermo in una bolla spazio temporale dove gli appelli a salvare la compagnia dalle bandierine tricolori a son di milioni di nostri sudati Euri (perche' non si deve dire Euri: si dice Dollari, Sterline, Marchi ...boh?) trovano una attenta audience.

Sono di ieri le foto dei fans di Alemanno che romanamente salutano la sua ascesa al Campidoglio - con quelle della spazzatura a Napoli e dei brindisi in aula il giorno della caduta di Prodi, fanno davvero un bel quadretto.

Ma a Banania la dolce vita scorre tranquilla ... nemmeno l'economia scuote il sonno tranquillo dei dormienti.   Veltroni perde due elezioni di seguito, ma nessuno pensa - per esempio  - che sia il caso di rinnovare la leadership.   Mentre Rutelli, improbabile candidato, fa le bizze e da' la colpa al "PD che lo ha lasciato solo".

Nessuno che si assuma le sue responsabilita'?

Uberto Orlando, Londra

PS: Neppure noi, che "salutando i nostri tetti da lunge" ce ne stiamo alla finestra a criticare?   Forse dovremmo rimboccarci le maniche e farci carico di fare pulizia di una classe politica ammuffita e pluririciclata.  Please advice.




permalink | inviato da ubertorlando il 29/4/2008 alle 21:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

27 aprile 2008

Volare - appendice

Leggo che Antonio Di Pietro e' stato l'unico a denunciare lo scandalo della decisione consociativa del "prestito" all'Alitalia.   Buona notizia che accreditiamo a favore dell'ex Ministo, ex PM.  

Mi piacerebbe che il suo Movimento, da una sacrosanta fase di denuncia - aspetto che non deve essere assolutamente essere trascurato: anzi! - passase ad una piu' propositiva sulle riforme.   Di Pietro ha gia' avuto il coraggio di parlare di infrastrutture e ammodernamento in una coalizione dove i Verdi, a caccia di consensi nelle riserve indiane dei luddisti del Nordovest e dei professionisti del NO-a-tutto-a-tutti-i-costi (centrali elettriche, ferrovie, ponte sullo stretto, ecc) mettevano il bavaglio a chiunque facesse notare lo stato antidiluviano del trasporto pubblico o della  distribuzione.

Il logico passo avanti sarebbe spendere il suo capitale di onesta' e di credibilita' ideale in maniera piu' propositiva.   Non andare al traino di Pd che sembra ripiegare su forme di tatticismi di convenienza, ma farsi alfiere delle riforme indispensabili per modernizzare il paese: Riforme Politiche, Rinnovamento delle infrastrutture, Liberalizzazioni, riduzione drastica del peso dei "corpi intermedi" come partiti e sindacati, riduzione della spesa e del debito pubblico, lotta (seria) alla mafia, incentivi alle Banche per innovare prodotti finanziari e credito, massicci investimenti e incentivi alla Ricerca.

Insomma bisogna invertire il flusso di cervelli e capitali in fuga.   Inventarsi un modello di Italia che funziona, invece che ammalata cronica, fanalino di coda dell'Europa.   Non e' rocket science!

Di Pietro ha un capitale immenso da spendere: la sua immagine di politico pulito e animato da una carica di sincero idealismo.   

E' ora di finirla col Paese dei furbetti e delle rendite di posizione immobilistiche fatte passare per intoccabili conquiste sociali.    Il Progresso sociale all'alba del Terzo millennio passa attraverso la liberazione delle energie e le opportunita' per tutti.

Uberto Orlando, Londra










permalink | inviato da ubertorlando il 27/4/2008 alle 8:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

25 aprile 2008

Volare

 Perche’ Prodi e Berlusconi fanno a gara per “prestare” i nostri sudati risparmi alla agonizzante decotta Alitalia?

Perche’ tanti Italiani sembrano credere che abbiamo bisogno di una “Compagnia di bandiera”?

Quanti tra coloro che leggono questo blog, beneficiano dei servizi di questa “Compagnia di bandiera”, nonostante gli costi un occhio della testa?

Vediamo di rispondere con ordine a questa e ad altre domande.

Prodi, l’ex boiardo di Stato, metamorfizzatosi in fallito presidente del Consiglio, propone di erogare un “prestito ponte” di 100 Milioni dei nostri soldi – generoso! - per tenere in vita un’impresa che nessuno vuole comprare e che e’ un fallimento industriale su scala mondiale.

Berlusconi, che oltre che a Gesu’ si e’ anche paragonato a Margareth Thatcher (!) rilancia: No! I soldi che gli Italiani devono “prestare” ad Alitalia non sono 100 ma 300 Milioni! Che nobile gara!

Noi persone normali, che con le compagnie aeree ci dobbiamo volare e non giocare con le loro bandierine, ci domandiamo perche’, nonostante questo prelievo forzoso dalle nostre tasche, non possiamo permetterci di volare con la nostra compagnia “di bandiera” tanto i suoi prezzi sono fuori mercato e i suoi slot marginalizzati a vantaggio di altre ben piu’ agguerrite compagnie senza bandiera che, pur non costando niente a nessun contribuente, assicurano un servizio pubblico decente a costi concorrenziali.

La “Compagnia di bandiera” e’ un covo di favori, scambi, tangenti, commissioni, posti equamente divisi tra tutta la classe politica e sindacale a spese nostre. Forse solo coloro che corrono a vedere il miracolo di Padre Pio risuscitato sono disposti a bersi anche questa storiella della Compagnia di bandiera e del suo ruolo strategico nella economia nazionale. Questo mi porta alla seconda domanda.

La societa’ Italiana e’ arretrata. Internet raggiunge una percentuale di persone ancora bassissima rispetto alla media europea, gli strumenti finanziari sono antiquati, le infrastrutture pure, la ricerca inesistente. In un contesto in cui una larga parte della popolazione ancora ignora l’uso della email o delle carte di credito (per non parlare di quelli che tengono il santino di Padre Pio bene in vista) non c'e' da stupirsi che sia facile vendere certe bufale come quella della “compagnia di bandiera”.

Quella parte della nazione che viaggia, lavora, si serve dell’aereo per i suoi spostamenti, non ha di queste fisime. Va su Internet, cerca un biglietto per una certa destinazione ad un buon prezzo: per esperienza personale, non accade mai che sia con Alitalia. Viene da pensare che con Alitalia voli solo (gratis, ovviamente) tutta la classe politica e sindacale.

La vera democrazia, il vero progresso – la Sinistra mi ascolti, per favore – e’ modernizzare la societa’, aiutare la parte antiquata del nostro Paese ad evolversi, a guardare fuori dei suoi angusti orizzonti, a mettersi in gioco giocando con regole condivise col resto del mondo. Non a trastullarsi con concetti (dalla compagnia di bandiera a padre pio) che appartengono al passato.

La sinistra deve innovarsi veramente sul piano ideale. Smettere di coltivare la propria rendita di posizione “sul territorio” e divenire una forza strategica di innovazione culturale prima di tutto. Guardare al futuro, non al passato. Dotarsi di una nuova classe politica, che sia espressione genuina di un ricambio generazionale.

Questa mancanza di idealismo, di coraggio di volare in alto – per l’appunto - e’ la ragione del prevalere in Italia del furbismo berlusconiano delle scorciatoie e delle manovre a bassa quota.

(The case continues.)

Uberto Orlando, Londra

24 aprile 2008

Introduzione

 

Inizio questo blog con una breve presentazione. Sono Italiano e vivo a Londra da 11 anni. Ho 53 anni, tre figli che fanno l’Universita’ a Milano, Londra e Cambridge. Sono musicista, flautista, ma ho una formazione “multifaceted” avendo studiato anche Giurisprudenza. Dopo una intensa carriera nella musica, ho preso una parentesi di alcuni anni in Gran Bretagna, dove ho fondato e diretto un’azienda prima e una Galleria d’Arte, poi. Da poco mi sono tornato a dedicare alla musica a tempo pieno.

Ho sempre avuto un grande interesse per la politica, ma mi sono sempre astenuto dal militare in un partito politico. La mia visione laica, critica “liberal” della politica mi distanziava da qualunque formazione partitica italiana. Ho sempre viaggiato molto e considerato la politica internazionale il contesto generale nel quale interpretare e vedere la politica italiana.

Vengo per tradizione da una famiglia ugualmente liberal e laica: i miei bisnonni, carbonari e patriotti, hanno finanziato e fatto parte della spedizione dei Mille e hanno fondato l’industria metalmeccanica moderna in Italia.

Ho avuto varie stagioni di tiepide speranze seguite da cocenti delusioni: l’esperimento di una sinistra di Governo con Craxi, mani pulite e la Seconda-mai-nata-Repubblica ... Le piu’ grandi delusioni – come quella di un’amante che non ricambia le tue espansioni affettuose - me le ha sempre date la Sinistra: sempre in ritardo su tutto e su tutti. Dalla destra Statalista e post-fascista incapace di generare un moderno Partito Conservatore, non mi sono mai aspettato niente.

Quando nel 1989 il massacro di Piazza Tienanmen fece finalmente aprire gli occhi sul Comunismo anche ai piu’ refrattari – beh non proprio a tutti, a dire il vero! - ci sono voluti alla Sinistra 19 anni (!) per terminare il traghettamento verso un Partito Democratico moderno e di governo.

Bene. Meglio tardi che mai, almeno cosi’ sembrava. La ventata di novita’ di Veltroni che, scaricando dal bus la sinistra utopica, dimostrava che un pensiero liberal poteva radicarsi e essere forza di governo, sembrava di buon auspicio.

Restava la forte presenza cattolica condizionante all’interno dei DS, ma – mi sono detto – Roma non fu fatta in un giorno (certo che a giudicare dalla pachidermica velocita’ a cui si risponde la societa’ Italiana alle rapide sfide della globalizzazione c’e’ da immaginare che i nipotini di Romolo e Remo si muovessero con una certa maggiore flessibilita’....).

Non si sono ancora freddate le ceneri della campagna elettorale che leggo che Veltroni cerca l’abbraccio con Casini/UDC per dar vita ad una - cito testualmente- “sfida riformista mai conosciuta prima” (sic!).

Mi accorgo che questa e’ una presentazione e quindi mi fermo qui. Ringrazio il Cannocchiale della ospitalita’ e continuero’ presto, tempo permettendo la mia collaborazione su vari temi di politica estera e italiana.

Grazie e a presto

Uberto Orlando

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